Ortaggi

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Le verdure furono coltivate tra il 7000 e il 1000 a.C. quando l’uomo ha cominciato ad adottare uno stile di vita sedentaria. Le donne svolgevano un ruolo fondamentale nella semina e nella raccolta mentre l’uomo si dedicava principalmente alla caccia. Fu allora che nacquero i primi orti. Partiamo Gli antichi egizi usavano la frutta e la verdura, che coltivavano in orti curatissimi e sgargianti, per abbellire i banchetti faraonici.

Presso i romani era invece diffuso il termine “hortus” che si riferiva sia ai giardini ornamentali sia agli orti dove coltivavano verdure ed erbe a scopo alimentare e curativo. Con il Medioevo invece i Benedettini realizzavano gli orti nei chiostri dei conventi o a ridosso delle mura conventuali.

Nel Rinascimento gli orti diventano sempre più grandi e realizzati vicino ai centri urbani dove vengono anche allevati animali per trasportare gli ortaggi e il concime. Nel XX sec gli orti si trasformano e diventano più simili ai nostri. La Seconda Guerra Mondiale che ha portato con se malnutrizione e carestia ha spinto il governo a coltivare gli ortaggi nei luoghi pubblici (piazze, giardini, spazi verdi…)

Oggi molte persone considerano la coltivazione come un’attività gratificante e utile per mantenersi in forma. I vegetali sono ricchi di fibre, vitamine e sali minerali fondamentali per il benessere del corpo. Gli artisti nella seconda metà del XVI secolo si sono dedicati alla rappresentazione degli ortaggi, la “natura morta”,  dove mescolano il mondo inanimato con i vegetali e gli animali.

Fonte: Provincia di Asti Area Agricoltura